BicinValigia

Diari di viaggio

Alcune testimonianze da chi ha viaggiato con noi…

quell’Olanda in libertà

Caro Roberto buongiorno!
Il viaggio è andato BE-NIS-SI-MO: sia per le nostre caratteristiche (amiamo viaggiare per conto nostro, nonostante fossimo moooolto fuori forma le tratte erano accessibili – e comunque ci siamo spostati un paio di volte in treno), il tempo è stato bellissimo, tranne un paio di giorni, ma fa parte del gioco, le bici ci hanno assistito e l’Olanda è veramente il paese ideale per questo genere di vacanze.
Quindi tutto ciò che scriverò di seguito lo dovrai leggere come un dettaglio di quanto accaduto e, se proprio vuoi, come critica costruttiva. Niente di più.
Ritiro bici: tutto ok. Sia per raggiungere la stazione centrale, che l’autobus per arrivare a Edam da Ronald Schot. A volte le indicazioni sono un po’ caotiche, a nostro avviso, ma siamo sempre arrivati dappertutto. Le bici sono state comode e affidabili. E’ incredibile come nei paesi e nelle città ci siano mooooooolti più punti di assistenza bici che non vetture e che in alcuni paesi addirittura ci siano molti più di questi centri, nonostante le piccole dimensioni del paese.
Ronald Schot è essenziale (non nel senso di fondamentale, ma come approccio).
Fattoria Overleeke: odore caratteristico a parte (che comunque non cambieremmo), è un posto bellissimo, un po’ lontano dai centri, ma molto bello. Eccellente prima colazione
Alkmaar – De Palatijn: nella media, come posizione e come stanza. qui abbiamo mangiato in albergo, molto-molto bene. (ps: noi non cerchiamo mai la cucina italiana in viaggio) così come questa volta. siamo impazziti per le aringhe, ma soprattutto la panna (dolce) e le patatine fritte. meno male che siamo tornati in Italia….buono anche il pesce.
Haarlem – Amadeus: posizione fantastica. albergo….per una notte va bene.
Leiden – Tulip Inn: buona posizione. Mi sembra tanto fumo e poco arrosto.
Delft – Koophandel: ottima posizione, ottima stanza. piccolo gioiellino.
Gouda – Keiserkrone: posizione fantastica. per una notte, se ci fosse qualcosa di meglio….
Utrecht – Court Hotel: proprio nulla da dire. bene tutto.
Amsterdam – Zandberg: personale molto cordiale. la stanza non è che fosse proprio pulita….sempre questa sensazione che la pulizia sia un concetto troppo astratto….
E’ un viaggio che rifaremmo: l’Olanda ci è piaciuta, così come le sue piste ciclabili, i treni funzionanti, il suo verde, i mulini, il cibo, insomma tutto. Siamo riusciti anche a scovare le Chiese Cattoliche per il venerdì, il sabato e la domenica, quindi….!!!!
Quello che forse faremmo è di sostare due o tre giorni in un posto e poi spostarsi, perché alcuni dintorni sono veramente lodevoli e abbiamo avuto la sensazione di aver sostato nei posti un po’ frettolosamente.
Tutto qui.
La Pace, Roma, Giugno 2010
Daniela Benucci



Sulle orme di Hemingway

«Sono un vecchio fanatico del Veneto ed qui che lascerò il mio cuore». Così nel 1948 Ernest Hemingway esprimeva tutto il suo affetto per la terra veneta, in una lettera a Bernard Berenson.

Le sue esperienze le racconterà ne  “Di la dal fiume e tra gli alberi”, un romanzo crepuscolare, quasi un atto di amore nei confronti dell’Italia; i paesaggi lagunari descritti in questo libro sono un omaggio alla Laguna di Caorle dove Hemingway soggiornò. 

Un insolito Hemingway, intimista, riflessivo, che si interroga forse su se stesso,  con il ricordo lacerante delle sue esperienze sul fronte Italiano durante la prima guerra mondiale quando, a Fossalta di Piave durante la notte tra l’8 e 9 Luglio nel pieno delle sue mansioni, venne colpito dalle schegge dell’esplosione di un mortaio austriaco. 

Cercò di mettere in salvo i feriti ma, mentre stava recandosi al Comando con un ferito in spalla, fu colpito alla gamba destra dai proiettili di una mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e in una rotula. In ospedale connobbe il primo grande amore della sua vita (Agnes von Kurowski) la cui storia ritroviamo in Addio alle armi. Premio Nobel per la letteratura nel 1954, morto il 1° Luglio del 1961, appunto 50 anni fa ed è per questo motivo che, in coicidenza di un grande evento storico come l’unità d’Italia, abbiamo deciso di girovagare in bicicletta tra questi bellissimi luoghi veneti intrisi di storia. Noi ci saremo,  per chi vuol venire c’è ancora posto.



Sognando il Canadà e aspettando la California

il fascino del Canadà risale alla mia infanzia: i racconti di uno zio che aveva vissuto per vari anni: la sua immensità, la natura, i laghi, i Mohicani, le guerre tra Inglesi e Francesi….

Quale migliore occasione per il viaggio di Nozze, ma avevo ceduto alla “prepotenza” di mio marito e optato per le Maldive (non male).

Poi, l’altro anno, nel corso di un tour in bicicletta in Olanda, a bordo di un veliero-hotel, abbiamo trovato un volantino sul Canada proposto dallo stesso organizzatore e, finalmente, l’anno scorso ci siamo aggregati al piccolo gruppo (16 partecipanti)) per la proposta di “solo” due regioni: Quebec+Ontario.

Le mie aspettative non sono andate deluse: poco spazio alle città (1 notte a Montreal e Ottawa, 2 notti a Quebec City, una breve visita di Toronto), il resto in treno da Montreal per soggiornare in uno sperduto Resort  raggiungibile a bordo da una zattera, l’affannosa ricerca del castoro in attività, le competizioni con le canoe e poi in pulmino con Claude, simpatico “Professore” come autista/guida.

Ci è piaciuto lo spirito dell’iniziativa, il ricordo del soggiorno in 4 chalets sul Fiordo di

Saguenay, con l’utogestione della cucina, la “competizione” su chi è la più brava/o, le grigliate di salmone al tramonto, l’abbondante raccolta di mirtilli, il trekking, il Kayak di mare per la prima volta e l’escursione in battello a tu per tu con le balene.

La bellezza della “Parigina” Quebec City, il grandioso Alngonqui Park nell’Ontario i suoi laghi, le escursioni in canoa e infine Niagara con le sue maestose cascate ed un giorno in bicicletta attraverso frutteti e cave di ottimo vino, l’Icewine, prodotto da  un’uva ghiacciata raccolta e lavorata in Gennaio con una bottiglia ancora conservata e che prima o poi berremo sono gli ultimi ricordi di un viaggio agognato, in attesa di visitare l’altra parte di questo magnifico paese.

Grazie per questa esperienza, e, forse, per il 2010, potremmo esserci (con altri due amici) alla prossima iniziativa in California e i suoi parchi del Nevada, Utah e Arizona.